Seconda ed ultima foto che metto di lui, E. (così la smettete di chiedere foto)
E’ la forza per cui resisto a questi 1600 ((arrotondati)e molte volte anche più) chilometri di distanza.
Lui è quel calore che senti appena avvicini le mani al fuoco, che ti riscalda e ti mantiene calda, quando non pensa a ciò che lo fa alterare.Lui è il brutto tempo, quando è arrabbiato. E’ la tempesta, la burrasca e la grandine. Una pioggia fitta che mi tagliuzza il cuore, ogni volta che non mi chiama amore.Sento il suo rumore dalla finestra del mio cuore, mi graffia e vorrei farlo smettere, intanto lo guardo scivolare tra le sue preoccupazioni e i suoi problemi. Lui è la neve soffice e ghiacciata, quando per un motivo o l’altro non stiamo più insieme.Mi gela, ma allo stesso tempo mi piace da morire. Ci cammino sopra, è la prima neve che cade, lui.Lascio le mie tracce, disegno strade da percorrere di nuovo insieme.Lui è l’arcobaleno dopo il brutto tempo, quando siamo di nuovo insieme, quando capisce che è meglio non pensare a quei suoi problemi.Mi sbalordisce con i suoi colori, con la sua anima così vivace. Capisco che non c’è niente di meglio al mondo, se non il sole.Ed è lui il sole, il mio sole.Quando va tutto bene, senza litigi e senza lasciarsi. E’ il sole che splende dentro me, la luce che non morirà mai, il calore che mi riscalderà. Lui è il sereno, è la pioggia e il nuvoloso. Mi sento così meteoreopaticamente innamorata.Quando fuori piove e lui sorride, io sto bene. Se il suo umore si incupisce e fuori c’è la primavera, io potrei piangere all’istante.Dipendo dal tempo del suo umore, dipendo se lui è pioggia o sole. Dipendo dal mio meteo d’amore.Lui è il mio amore senza previsioni. — M.
Sat, 13th Apr — 8 notes
Ecco, lui è E.
Io e LUI abitiamo a 1600 e passa chilometri di distanza, ed alcune volte anche più, compresi i fusi orari che portano tipo 10 ore di differenza. 
Insomma, quelle volte, quando io gli do il buongiorno, lui mi manda la buonanotte e viceversa. Stiamo insieme da quasi due anni e l’ho sempre definito il mio vero (primo, anche se non proprio il primo) amore. Ci sono state discussioni, paure, litigi davvero brutti… ma siamo ancora qui, ancora noi. Ed a dir la verità a me ancora sembra un sogno. Finalmente posso definirmi Felice. 
E’ una persona fantastica, dolce, premurosa. Mi capisce, mi legge dentro. 
Non è solo il mio ragazzo, ma anche un fratello maggiore, il mio migliore amico, un papà, un compagno di vita, di avventure, di risate ed anche di lacrime, se vogliamo
Ed io… mi sento così fortunata ad aver conosciuto proprio lui su 7,000,000,000 (arrotondiamo) di persone. 
Lui è quel mio tutto.Si, sai quel caos che rinchiude anche l’ordine. Lui è quella stella che guardo ogni notte, quella che se la osservo in estate o in inverno non cambia mai posizione.E’ la mia stella immobile.Anzi è tutto quel pezzo di cielo, o ancora meglio, è la mia notte stellata.Anzi è il mio cosmo, l’universo intero. (ed oltre.)Lui è - anche se non amo la matematica - il mio numero, è una moltiplicazione ed un’addizione. E’ quella matematica così complicata che non riuscirò mai a capire fino in fondo, ma lui in realtà è pura semplicità racchiusa in un barattolo di marmellata alla fragola.Lui è il mio mare d’acqua dolce, il mio colle di cacao e burro, e forse più, è tutto il mio mondo racchiuso in tutta la sua complessa elementarità. Lui è la “E” del mio alfabeto, anche la “EMME” e la “ESSE”, facciamo che lui è tutto il mio alfabeto completo di lettere straniere. Lui è la mia timidezza, la mia dolcezza e la mia sicurezza. Lui è la mia fiducia, le mie lacrime, i miei sorrisi e la mia passione. Lui è tutto il mio amore racchiuso in un pacchetto di pan di stelle.Lui non è un sogno e tanto meno un principe azzurro qualsiasi.Lui era il mio desiderio nascosto e proibito nei parchi di Londra, ed ormai è diventato la mia realtà. 
TI AMO, E.
— M.
Fri, 12th Apr — 20 notes
Siamo dovuti arrivare al punto che stavamo per dirci addio, solo per capire quanto non possiamo fare a meno dell’altra.

Non è una cosa giusta da fare, lo sappiamo entrambi, è vero. Però forse a noi serviva proprio questo.

Perché il riprenderci è stato il gesto più grande che ci siamo fatti. Non le sorprese, il trovarci sotto casa dell’altro e dire “mi apri?”, niente fiori, niente baci… Ma riprenderci.
Perdonarci la stupidità e sentirci noi, più di prima. Più di sempre.

Che stupidi, ci siamo messi alla prova da soli senza accorgercene… eppure era tutto lì.
Ci amavamo come i bambini, perché i sentimenti dei bambini sono puri e non riuscivamo nemmeno a dircelo.
Ed adesso stare insieme è tutta un’altra cosa. Ormai i progetti sanno di verità e le parole trasudano di fatica e amore che ci fanno pensare “ce l’abbiamo fatta”.
E non c’è cosa più potente di un amore che riesce a passare su difficoltà così grandi. Non c’è cosa più potente dell’amore, punto.

— M.

Sun, 7th Apr — 7 notes
E mi sento dire “riprenditi, sei a pezzi.”

E non so se me lo dicono perché mi leggono dentro o hanno visto solo le mie occhiaie, perché hanno sentito il mio respiro dimezzato, se mi hanno sentito il cuore sempre pronto per un nuovo attacco di tachicardia.

Mi sento dire riprenditi, ma non vedo nessuno che mi prende, al volo, mentre cado a pezzi senza fare rumore. 

— M.

Sun, 3rd Mar — 5 notes
È che io ora mi sento vuota.

Penso che le ragazze non dovrebbero mai sentirsi vuote, mai. 
Non ho forza nelle braccia, nelle mani, l’ultime forze che ho in esse le uso per scrivere. Per scrivere a te che non leggerai mai le mie parole, a te che magari dovresti sentirti un po’ in colpa se ora io sono vuota e senza forze. 
Perché hai deciso di lasciarmi stare così? 
Non ti andavo bene? Non stavi bene? Con me, dico. 
Sì, perché forse ti sentivi stretto? O troppo libero? Avevi bisogno dei tuoi spazi? Che cosa ti mancava? Amore? 
Eppure io ti amo, ti amo tanto tutt’ora. 
Io ogni giorno mi ri-innamoravo sempre di più di te, magari però sono stata io l’incapace a non fartelo capire, a farti capire quanta importanza hai nella mia vita.
Vedi? Ho solo le forze per farmi delle domande e non ho neanche più coraggio per farle a te. Non ho forze per rispondermi da sola. 
Adesso io ti chiedo aiuto e trovo solo vuoto, dove sei finito, tu, tu che dicevi che saresti tornato sempre da me, perché con me ci sai stare meglio.

 

— M.

Wed, 20th Feb — 13 notes
Ecco, adesso tutti a scrivere libri.

Ma pensate che scrivere un libro sia una cosa così? Una cosa leggera? 
Se partite già dal presupposto che un giorno di punto in bianco riuscirete a scrivere un libro, anzi che riuscirete a finire un libro, state più che sicuri che non siete capaci. O se siete capaci anche solo di scrivere farete una cosa fatta così, tanto per fare, qualche pagina rilegata con la solita storia banale, perché vi dicono che siete bravi a scrivere.
Scrivere un libro non è una cosa data dai complimenti altrui. Non si scrive un libro perché gli altri ti dicono di farlo, a destra e a manca, perché sei bravo, perché sai usare bene le parole. Scrivere un libro è una cosa personale, ma così personale che è come fare l’amore con se stessi. 
Non si deve sbandierarlo, se si vuole farlo, si fa e basta. 
Un libro va sudato, un libro merita lacrime la notte e pure il giorno, un libro ha bisogno di essere trascurato per qualche giorno e poi ripreso. Non ha bisogno di complimenti, non ha bisogno di tanti occhi che lo leggono. 
Perciò, se proprio vi sentite tutti così scrittori, scrivete i vostri libri, i vostri capolavori, ma in silenzio. Piangete mentre lo state scrivendo, ma in silenzio.
Se invece volete solo qualche soldo, un po’ di quella famosa fama effimera di cui Warhol parlava, se volete solo dei complimenti e vedere il vostro nome nelle librerie, lasciate stare i libri, per l’amore del Cielo. A meno che non volete proprio quei soldi e non vi importa nulla se il vostro stupendo libro scritto così tanto per fare finisca nelle pire dei libri squallidi delle librerie, come quelli di Volo, Moccia, 50 sfumature (aiutatemianonpensarci) di nero/grigio/rosso e chi ne ha più ne metta, allora a quel punto, fate pure… Ma non avete scritto un libro. No.

 

(Scusate se ho scritto male, ma va be’.. ce l’avevo proprio sulla punta delle lingua.)

Wed, 30th Jan — 10 notes
Perché tu scompari, ma io ti aspetto

Tu sei troppo occupato, io troppo libera. Tu leggi documenti, io leggo libri per ammazzare il tempo. Tu lavori e non hai tempo, io penso e spreco le giornate così.

Tu sei complicato, io più complicata di te, ma così complicata da sembrare una persona facile.

Tu magari un po’ mi pensi, ma a me manchi, manchi tanto.

Vorrei disegnarti addosso ancora le mie paure, quelle che forse adesso ti danno un po’ fastidio. Vorrei disegnarti addosso ancora le mie voglie, quelle che sono solo per te e lo sai, lo sai bene. Vorrei disegnarti addosso, anche, tutte le parole mai dette a voce, quelle che vorremo tanto dirci dopo aver fatto l’amore.

Come, come fare? Mi manchi ed io ho voglia di disegnanti addosso le costellazioni, prima di far l’amore. Mi manchi ed io ho voglia ancora di viverti.

— M. Thu, 24th Jan — 13 notes
E finalmente lo ammetti, ti manco.

Ricomincia tutto, ti manco adesso, ti sono mancata perché li guardavi quei capelli biondi che con te non c’entravano nulla e non riuscivi a starci bene. Non ci avresti fatto l’amore come con i miei capelli che dici che ti piacciono tanto.

Lo hai ammesso, con me ci stai meglio.

Ci manchiamo adesso, anche se sappiamo di essere nostri e ci sembra strano perché in realtà è stato strano non essere noi. Ormai sappiamo di non poterci abbandonare, non sappiamo farlo, è troppo dura, per noi è diventato anormale starci senza. Senza di Noi, dico.

Non si può. Non si deve proprio lasciarsi andare. Stiamo insieme, finalmente lo hai ammesso: ti manco. — M. Sun, 20th Jan — 13 notes
Grazie per aver scelto me, ancora e sempre me.

Sat, 15th Dec — 13 notes

Adesso imparerai, di nuovo, a dire “ti amo” a lei.

Perché forse il mio nome dopo quelle parole non ti piaceva più di tanto.

Hai sempre preferito il suo. 

— M.

Mon, 26th Nov — 11 notes