
Non è una cosa giusta da fare, lo sappiamo entrambi, è vero. Però forse a noi serviva proprio questo.
Perché il riprenderci è stato il gesto più grande che ci siamo fatti. Non le sorprese, il trovarci sotto casa dell’altro e dire “mi apri?”, niente fiori, niente baci… Ma riprenderci.
Perdonarci la stupidità e sentirci noi, più di prima. Più di sempre.
Che stupidi, ci siamo messi alla prova da soli senza accorgercene… eppure era tutto lì.
Ci amavamo come i bambini, perché i sentimenti dei bambini sono puri e non riuscivamo nemmeno a dircelo.
Ed adesso stare insieme è tutta un’altra cosa. Ormai i progetti sanno di verità e le parole trasudano di fatica e amore che ci fanno pensare “ce l’abbiamo fatta”.
E non c’è cosa più potente di un amore che riesce a passare su difficoltà così grandi. Non c’è cosa più potente dell’amore, punto.
— M.
Sun, 7th Apr — 6 notes
E non so se me lo dicono perché mi leggono dentro o hanno visto solo le mie occhiaie, perché hanno sentito il mio respiro dimezzato, se mi hanno sentito il cuore sempre pronto per un nuovo attacco di tachicardia.
Mi sento dire riprenditi, ma non vedo nessuno che mi prende, al volo, mentre cado a pezzi senza fare rumore.
— M.
Sun, 3rd Mar — 5 notes
Penso che le ragazze non dovrebbero mai sentirsi vuote, mai.
Non ho forza nelle braccia, nelle mani, l’ultime forze che ho in esse le uso per scrivere. Per scrivere a te che non leggerai mai le mie parole, a te che magari dovresti sentirti un po’ in colpa se ora io sono vuota e senza forze.
Perché hai deciso di lasciarmi stare così?
Non ti andavo bene? Non stavi bene? Con me, dico.
Sì, perché forse ti sentivi stretto? O troppo libero? Avevi bisogno dei tuoi spazi? Che cosa ti mancava? Amore?
Eppure io ti amo, ti amo tanto tutt’ora.
Io ogni giorno mi ri-innamoravo sempre di più di te, magari però sono stata io l’incapace a non fartelo capire, a farti capire quanta importanza hai nella mia vita.
Vedi? Ho solo le forze per farmi delle domande e non ho neanche più coraggio per farle a te. Non ho forze per rispondermi da sola.
Adesso io ti chiedo aiuto e trovo solo vuoto, dove sei finito, tu, tu che dicevi che saresti tornato sempre da me, perché con me ci sai stare meglio.
— M.
Wed, 20th Feb — 13 notes
Ma pensate che scrivere un libro sia una cosa così? Una cosa leggera?
Se partite già dal presupposto che un giorno di punto in bianco riuscirete a scrivere un libro, anzi che riuscirete a finire un libro, state più che sicuri che non siete capaci. O se siete capaci anche solo di scrivere farete una cosa fatta così, tanto per fare, qualche pagina rilegata con la solita storia banale, perché vi dicono che siete bravi a scrivere.
Scrivere un libro non è una cosa data dai complimenti altrui. Non si scrive un libro perché gli altri ti dicono di farlo, a destra e a manca, perché sei bravo, perché sai usare bene le parole. Scrivere un libro è una cosa personale, ma così personale che è come fare l’amore con se stessi.
Non si deve sbandierarlo, se si vuole farlo, si fa e basta.
Un libro va sudato, un libro merita lacrime la notte e pure il giorno, un libro ha bisogno di essere trascurato per qualche giorno e poi ripreso. Non ha bisogno di complimenti, non ha bisogno di tanti occhi che lo leggono.
Perciò, se proprio vi sentite tutti così scrittori, scrivete i vostri libri, i vostri capolavori, ma in silenzio. Piangete mentre lo state scrivendo, ma in silenzio.
Se invece volete solo qualche soldo, un po’ di quella famosa fama effimera di cui Warhol parlava, se volete solo dei complimenti e vedere il vostro nome nelle librerie, lasciate stare i libri, per l’amore del Cielo. A meno che non volete proprio quei soldi e non vi importa nulla se il vostro stupendo libro scritto così tanto per fare finisca nelle pire dei libri squallidi delle librerie, come quelli di Volo, Moccia, 50 sfumature (aiutatemianonpensarci) di nero/grigio/rosso e chi ne ha più ne metta, allora a quel punto, fate pure… Ma non avete scritto un libro. No.
(Scusate se ho scritto male, ma va be’.. ce l’avevo proprio sulla punta delle lingua.)
Wed, 30th Jan — 10 notes
Tu sei troppo occupato, io troppo libera. Tu leggi documenti, io leggo libri per ammazzare il tempo. Tu lavori e non hai tempo, io penso e spreco le giornate così.
Tu sei complicato, io più complicata di te, ma così complicata da sembrare una persona facile.
Tu magari un po’ mi pensi, ma a me manchi, manchi tanto.
Vorrei disegnarti addosso ancora le mie paure, quelle che forse adesso ti danno un po’ fastidio. Vorrei disegnarti addosso ancora le mie voglie, quelle che sono solo per te e lo sai, lo sai bene. Vorrei disegnarti addosso, anche, tutte le parole mai dette a voce, quelle che vorremo tanto dirci dopo aver fatto l’amore.
Come, come fare? Mi manchi ed io ho voglia di disegnanti addosso le costellazioni, prima di far l’amore. Mi manchi ed io ho voglia ancora di viverti.
— M. Thu, 24th Jan — 13 notes
Ricomincia tutto, ti manco adesso, ti sono mancata perché li guardavi quei capelli biondi che con te non c’entravano nulla e non riuscivi a starci bene. Non ci avresti fatto l’amore come con i miei capelli che dici che ti piacciono tanto.
Lo hai ammesso, con me ci stai meglio.
Ci manchiamo adesso, anche se sappiamo di essere nostri e ci sembra strano perché in realtà è stato strano non essere noi. Ormai sappiamo di non poterci abbandonare, non sappiamo farlo, è troppo dura, per noi è diventato anormale starci senza. Senza di Noi, dico.
Non si può. Non si deve proprio lasciarsi andare. Stiamo insieme, finalmente lo hai ammesso: ti manco. — M. Sun, 20th Jan — 13 notes
Perché forse il mio nome dopo quelle parole non ti piaceva più di tanto.
Hai sempre preferito il suo.
— M.
Avrei voglia di picchiarti, credimi. Eppure sono stanca, stanca di me stessa, stanca dentro. Non riuscirei ad alzare un dito, forse solo per accarezzarti.
Ma sarebbero carezze stanche, carezze che te le senti addosso che pesano.
Pesano perché sono ferita, perché in quelle tue guance cerco un po’ di comprensione, aspetto che si posi un’altra mano sulla mia, che me la prenda, quella mia mano stanca e, se la porti alle labbra e mi baci le ferite che ho per la rabbia, le unghie rotte, le ferite sui polsi, che mi baci le vene accavallate per il nervosismo.
Le mani risentono di tutto, sono sporche di lacrime. Di quelle lacrime che hai visto scendere, proprio quelle.
Sentono la mancanza, la tua. Non sanno che fare, non sanno cosa immaginare.
Vorrei sentire le tue di mani, tra le mie, vorrei baciartele.. Perché le mani ricordano, cose non successe, ricordano anche quando noi dimentichiamo.
Dammi di nuovo la mano, ti prego. Quella mano, la tua mano, mi serve.
— M.
Mon, 19th Nov — 5 notes
E’ vero mi comporto così, male, in modo eccessivo. Ma io sono sempre stata eccessiva, in tutto.
Nei rapporti, in cucina, troppo sale, troppo peperoncino, nel parlare di in argomento, nella calligrafia, nel coprirmi dal freddo, nel dedicare le canzoni, sono eccessiva anche a letto, mentre cammino, mentre mi pettino i capelli.
Sono eccessiva, troppo di tutto.
L’unica cosa che non ho mai ritenuto eccessivo è: L’Amore per te.
Anche se si poteva e si può definire troppo, quello non sarà mai eccessivo.
— M.
Thu, 15th Nov — 9 notes